Un'antica e lavorata lanterna
Illumina un'insegna di taverna,
Tra i tavoli ordinati è tutto vuoto,
Non si fa parola, e non v'è moto,
Illumina il satellite remoto
Una pianura sorta dall'ignoto,
Ché esso con le stelle è una lucerna
La di cui luce si dipana eterna,
In lontananza un salice piangente
Accarezza il piano vento fluente,
E questo mormorar poco è diverso
Da quei suoni che intona l'universo;
Così la fantasia quand'essa è sola,
In luoghi immaginari viaggia e vola.
mercoledì 12 settembre 2007
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