venerdì 7 settembre 2007

Rime gotiche

Mentre i miei giorni son sempre più corti,
Vengon miasmi dal regno dei morti,
Vengono la notte per ricordare
Ch'ogni senso si deve ottenebrare,


Per perdersi in quell'infinito mare,
Fatto d'oblìo che non sa più creare,
Inframezzati da sogni ritorti,
Che s'ergon come sparpagliati porti,


Così strepiti e gracchi di cornacchie,
Si alternano a confuse e nere macchie,
Il gufo guarda dal silente ostello,
Si posa rovesciato un pipistrello,


E' tutto è come entrar nella caverna,
Ch'ora attende, e poi si farà eterna.

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