Memori stelle del nostro passato
Guardan silenti dall'alto dei cieli
L'opere intense che di questo mondo
Fanno qualcosa che altrove non trovi,
Sulle terre roventi di Mercurio,
Sulle glaciali terre di Saturno,
Non troverai quel lavorare duro,
Che pur costituisce un santo coro;
Non la formica a raggranellar grano,
E la cicala a rallegrar col canto
Il lavoro di quella, o il castoro
A costruire dighe con i denti
Sopra l'acque scroscianti dei ruscelli,
O l'elefante che con la famiglia
Stende la terra sopra i propri morti,
O l'aquila che fende con le ali
I raggi solari, e va lontano,
Ché il mondo come pelle di serpente,
Cambiando aspetto, riman sempre quello,
E non ne troverai un altro più bello,
Si muore sì, lasciando spazio ad altri
Ch'anche respireranno l'aria pura,
Che noi abbiamo già avuto tempo
Di respirare in abbondanza e tanta,
Si soffre sì, ma è un puro sentimento,
Un soffio di poesia lanciato al vento,
E se il tutto guarderai nel complesso,
Scoprirai che di un magico concerto
Si tratta, ed ha le sue parti tristi,
Come quelle gioiose e felici,
Vi è ogni nota, non c'è semitono
Che manchi, dal piovviginare al tuono,
Ed ha le sue occupazioni l'uomo,
Che è quasi il direttore dell'orchestra,
Che al Cielo alza un coro di emozioni.
martedì 11 settembre 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento